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martedì, 20 giugno 2006

Musica Nuova  dal Mondo#7

VICTORIA VOX & La Pulce Saltellante.

A suon di Ukelele ricrea Atmosfere Jazz/Pop.

Un po’ per caso un po’ per ricerca, mi sono imbattuto nella sofistica musica di Victoria Vox, giovane musicista Americana che sin da quando era piccola ha scoperto l’amore per la musica e la necessità di musicare le proprie emozioni. In compagnia del suo unico strumento e in visita ha Firenze, si è ritagliata un piccolo spazio musicale per far conoscere la sua musica e la sua arte. Munita di straordinaria umiltà e grandi capacità ha suonato la sua musica e alcune interessanti cover famose, spaziando con il solo supporto dell’ Ukele tra la musica pop, il successi anni 80 e qualche ballata Country Jazz con sonorità davvero coinvolgenti ed intime.

Prima di ascoltarla live, abbiamo fatto una piccola intervista per conoscerla meglio….

 

Visitate il quo Official Web-Site clikkando su Victoria Vox.

Oppure visitate ed ascoltate la sua musica clikkando su VICTORIA VOX on MYSPACE.

M.M: Tu hai iniziato prestimmo a fare musica ma tutto è considerevolmente cambiato quando ha comprato la tua prima economica chitarra in Francia, la quale ti allontanò dai suoni della pianola e ti ha dato nuova ispirazione. Quali effetti credi abbia avuto sulla tua musica?

V.V: Ha avuto effetto sui toni della mia musica, passando da semplice musica pop e dance ad un suono che sentivo provenire direttamente dal mio cuore. Tenevo la chitarra vicino al mio corpo, seduta sul letto, percepivo il suono e  mi lasciavo trasportare da esso e tutte le mie emozioni veniva fuori. Anche se devo ammettere che le prime canzoni scritte per la chitarra erano una sorta di terapia emotiva, dovevo espellere numerose sensazioni, solo dopo sono arrivati quelli che considero dei buoni pezzi. (sorride)

M.M: Quando eri al Barkley College hai collaborato con altri talentuosi studenti e avete realizzato un intero album intitolato “ Victoria & The Ultra Pink Bycicle Incident”. Quale furono le differenze tra il progetto iniziale e ciò che hai ottenuto alla fine?

V.V: Il primo album era esageratamente ROSA, avevo scritto tutte le canzoni con la chitarra, ma poi pensammo che poteva essere interessante portare avanti il progetto con una chitarra elettrica, anche se, tutti i testi erano stati preparati su suoni acustici. Non si trattava certamente di musica Heavy-Rock ma riadattammo solo le canzoni a suoni più elettronici. Quindi credo che l’unica differenza sia quella strumentale.

M.M: Nel 2003 hai fondato la tua casa discografica, la OBUS MUSIC ed hai iniziato a condividere la tua musica on the road girando per l’America, successivamente hai fatto un passo indietro e ha tirato su un trio chiamato “TRES FEMMES” con delle ex-compagne di corso, hai collaborato con delle chitarriste ed hai deciso di voler includere lo Ukulele nella tua musica. Come sei riuscita a trovare un punto di unione tra le tue idee e quelle delle altre componenti?

V.V: Con le TRES FEMMES creammo un sound che piaceva a tutte e tre e anche alla gente. Lo stile di ognuno non prevaricava su quello delle altr,e ma il motivo principale per cui il trio non è durato a lungo è riscontrabile nell’esigenza di ognuna di noi di portare avanti uno stile che rappresentasse maggiormente la propria musicalità. Ci siamo divise ma ognuna di noi continua a fare la propria musica Stolie fa musica eletronika, Kelly si è data allo stile folk ed io mi sono avventurata in un percorso FOLK/JAZZ. Ciò che abbiamo fatto è stato mixare i nostri stili ma infondo nessuna di noi era completamente soddisfatta.

M.M Nonostante tu sia molto giovane, ha già registrato ben 5 album. Quale di questi, credi, rappresenti maggiormente la tua musica e la tua persona?

V.V:In realtà si tratta di 5 album, I restanti sono compilation o collaborazioni. E’ una domanda difficile, ma credo che i mie preferiti siano sicuramente “Still” per l’utilizzo della chitarra e l’ultimo album “Victoria Vox & The Jumping Flea” dove suono in totale solitudine con il mio Ukulele. Quindi, probabilmente il più rappresentativo rimane, questo ultimo  album rappresentando la nuova direzione verso cui vado.  Sono certa che il più bello risulterà sempre il progetto successivo (ride).

M.M.Ho letto sul tuo MYSPACE che la tua musica ha influenze di artisti importanti come The Cranberries, Madonna, Cindy Lauper e Peter Gabriel.  Sei solita prender ispirazione da loro nella stesura della musica e dei testi dei tuoi album?

VV: A volte quando ascolti la musica di qualcun’altro arrivano alla tua mente delle idee, che poi scopri di voler esplorare per conto tuo e incontri emozioni che non hai mai affrontato e quindi scegli una direzione per le canzoni che scriverai.

Amo moltissimo I Cranberries, rispetto il loro lavoro e amo alla follia la splendida voce di Dolores. Ma come hai detto, ascoltavo anche Madonna, Cindy Lauper e perfino Michael Jackson e sono convinta che tutto ciò che ho ascoltato ha in qualche modo influenzato la mia musica di oggi.

Con l’arrivo dello Ukulele, ho concentrato maggiormente la mia attenzione alla musica di genere, ispirandomi a musica jazz scritta 20 anni fa quindi tutto può influenzarti.

M.M.Il tuo ultimo album “Victoria Vox & The Jumping Flea” è stato realizzato nel febbraio 2006, il magazine Music Monthly ha detto di te “Vicotira Vox ed il suo ukulele sono un unico ed innovativo respiro di aria fresca”. Come ti senti ad esser considerata aria fresca nel sovrappopolato mondo della musica?

V.V. Bhe, direi GRANDIOSO! La stampa ha scritto cose davvero carine riguardo a questo ultimo album, non voglio dire di esserne sorpresa, però è stato bello avere un tale riconoscimento per aver suonato lo Ukulele. Pur non suonando musica Hawaiana,luogo di provenienza dell’Ukelele, ho cercato di introdurre lo strumento in un mondo jazz e pop/rock e le persone ne sono state entusiaste.

M.M: Nel tuo ultimo album hai incluso una canzone in lingua francese, da cosa deriva questa scelta?

V.V. : Quando avevo 15 anni trascorsi un anno in Francia come studente ed imparai a parlare francese, trovandomi lì ascoltavo moltissima radio per scoprire nuove influenze musicali.

Tentando di suonare anche in Francia inclusi nel repertorio (e nell’ultimo album) la canzone dei St. GermainLe Vent Nous Portera”, poi rovistando nella mia collezione di cd, pensai che sarebbe stato bellissima ed inaspettata una cover di una canzone anni 80 così scelsi  Psycho Killer” dei Talkin Heads – che contiene un passaggio in lingua francese.

M.M. Di cosa parla questo nuovo album?

V.V. : Quest’ultimo è una sorta di concept album sullo Ukulele, sulla mia crescita con esso e sulle canzoni scritte e suonate durante i miei viaggi, nei quali – avendo il cambio automatico – passo un sacco di tempo suonando questo strumento.   Durante il viaggio spesso mi sento una specie di zombie, perché io suono e la mia mente lavora, immagina guardando fuori dal finestrino paesaggi unici.

In questo album è inclusa la canzone “ I didn’t have a placet o stay” perché è ciò che provo quando parto per fare musica, devo viaggiare senza sapere dove arriverò e nonostante l’iniziale nervosismo tutto si risolve sempre. Non sono una persona religiosa ma credo che tutto accada per un preciso motivo.

M.M. Se tu avessi la possibilità di collaborare con qualche artista affermato, chi sarebbe?

V.V: Hum difficile, lavorerei con così tanti artisti. A dire il vero una delle mie preferite è sicuramente Cindy Lauper oppure sarebbe sicuramente grandioso collaborare con Peter Gabriel.. andando sui più commerciali, ma di qualità, andrei su Jason Mraz.

M.M. L’ultima cosa che voglio chiederti è:  quale tipo di musica e artisti tu preferisci se quella  commerciale di qualità o semplicemente musica di qualità?

V.V.: Io preferisco quella meno commerciale. Ci sono molti artisti che io rispetto ma parte dell’amore per essa nasce dalla capacità di scovarli ed imparare ad amare la loro musica quindi amo chi fa musica per amore e ne trae rispetto. Però quasi sempre spero che le persone che mi ascoltano riescano a creare questo tipo di rapporto tra loro e la mia musica, una scoperta che non sarà svenduta successivamente.

M.M: Ok. GRAZIE Victoria per la tua estrema cortesia.

V.V. grazie a te. 

Acquista il suo album clikkando VICTORIA VOX.

Ascolta la sua musica su MYSPACE & ITUNES.

Fotografie di DANIELE PIAZZOLANTE

postato da: MoreThenAnyone alle ore 12:41 | Link | commenti (3)
categoria:musica, introducing, ipod nano, sheena morris, maren ord, tim blane, showtime, milosh, musica -u gotta havit
venerdì, 12 maggio 2006

Nuova musica #5

Tim Blane In The Meantime il primo album solista.

Tim è un giovane e abile musicista di Boston, che ha mostrato sin da piccolo uno spiccato senso per la musica, imparando a suonare numerosi strumenti. Alcuni Magazine Americani lo paragonano  a Gavin DeGraw e Daniel Powter e lui ne è felice – nel  suo primo album, ha collaborato con famosi nomi nel settore musicale e ha conquistato consensi positivi per la sue fresche sonorità, abilmente mixate tra la musica soul e un coinvolgente pop melodico.

La sua canzone “Drifting & Driving”, mi ha totalmente colpito che non ho potuto fare a meno di chidergli un’intervista e-mail ed è così che lui ha risposto alle mie domande. Se impazzite per Gavin e Daniel, Tim Blane sarà la vostra ciliegina sulla torta. Se volete saperne di più non dovete far altro che visitare il suo Sito Ufficiale e se volete contattarlo visitate il Myspace di Tim.

M.M: Quando hai capito di voler diventare un musicista? E quando hai iniziato a fare pratica?

Tim Blane: Iniziai a suonare quando ero ancora molto piccolo, così sono cresciuto suonando il violino e il pianoforte. Non decisi di voler fare musica per vivere fino alla fine del college; Sapevo che amavo scrivere ed esibirmi così, mettendomi alla prova, decisi di farla diventare la mia strada per una futura carriera.

M.M: Molti giovani musicisti sono ispirati dalla musica di altri artisti. Chi ti ha ispirato maggiormente?

Tim Blane: Ho ascoltato molta musica di cantautori come Dave Matthews, Bruce Springsteen, Tom Waits and Adam Duritz ( Counting Crows) dai quali ho preso ispirazione ma adoro attingere musicalmente da artisti del genere jazz/blues come Oscar Peterson e Joe Pass per le idee armoniche che rendono le canzoni più innovative.

M.M: Prima di iniziare la carriera solista, suonavi con il gruppo “Invisibile Downtown” che aveva all’attivo un intero album e aveva girato in tour tutta la east coast. Quale compromesso hai trovato per “condividere” la tua musica con altre persone?

Tim Blane: E’ stato davvero bello suonare con i IDT, ma mi sentivo ristretto dato che scrivevo le canzoni e nessuno ( me incluso) le eseguiva! Ma ho ancora grande rispetto per i componenti della band.

M.M: Quando hai scelto di iniziare il tuo progetto musicale come solista?

Tim Blane: Nell’autunno del 2003 lasciai la band ed inizia a suonare come solista e ha preparare tutto il necessario per la registrazione dell’album.

M.M: Tu, hai iniziato a suonare il violino a 4 anni, il pianoforte a 5 e successivamente hai imparato a suonare la chitarra. Quali di questi strumenti ti aiuta a liberare maggiormente la tua anima musicale?

Tim Blane: Capitata  raramente che io suoni ancora il violino, quindi preferisco sicuramente il piano e la chitarra. Mi piace dividere il tempo che dedico alla chitarra e al piano, così che vengono fuori sonorità e canzoni  diverse da ogni strumento, per questo spero che i miei album e i live risultino variati ai miei ascoltatori.

M.M: Insite Magazine ti definisce “ Talentuoso musicista e onesto cantautore” pensi di poter fare la differenza nell’affollato mondo della musica?

Tim Blane: Credo non sia una buona idea iniziare pensando in termini così grandi. Per adesso, mi limito a scrivere la musica migliore che posso, augurandomi che le persone la ascoltino e ne rimangano affascinati. Amo sentire qualcuno rivelarmi di avergli cambiato la vita tanto quanto amo, sentire una stanza piena di persone che cantano insieme a me.

Ovviamente entrambe le esperienze mi piacciono.

M.M: Cosa ti ispira maggiormente quando scrivi della canzoni? e Di che cosa parla la tua musica?

Tim Blane: Solitamente le migliori canzoni vengono fuori in luoghi tristi e confusionari in ogni caso spero di essere in grado di scrivere ulteriori canzoni che narrano di esperienze positive. Non per essere scontato ma molte delle mie canzoni fanno riferimento a relazioni passate. Ma ho la capacità di scrivere canzoni intere che si riferiscono ad un singolo momento o emozione, piuttosto che scrivere di un vecchio ricordo. Credo che in questo modo, le parole acquisiscano un tocco maggiormente personale.

M.M: Melodic Magazine dice a proposito della tua musica : “ un mix tra il sound di Gavin DeGraw, Daniel Powter e Jason Mraz”. Come ti senti riguardo a tale paragone?

Tim Blane: Sento che è grandioso! Sono tutti e tre abili e talentuosi musicisti quindi non ho alcun problema con tali comparazioni. Ovviamente, spero che un giorno qualcuno dirà che un altro artista gli ricorda il sound di Tim Blane!

M.M: Il tuo album solista “In The Meantime” è schizzato al numero 2 delle vendite sul sito AWARESTORE. Cosa significa il titolo?

Tim Blane: Bhe, la canzone omonima narra il litigio con una mia ex e di come io ne sia rimasto coinvolto. Così ho pensato al momento successivo, quello in cui uno cerca di rilassarsi e smettere di essere dispiaciuto. Ecco come è venuto fuori il titolo della canzone e dell’album. Non avevo in mente alcun titolo che potesse andare meglio quindi scelsi ordinariamente uno dei presenti nella track-list e di usarlo anche come titolo.

M.M: Se tu avessi l’occasione di collaborare con un musicista, chi sarebbe?

Tim Blane: Direi Lyle Lovett – sarei sicuramente troppo nervoso per suonare ma almeno provarci, varrebbe la pena.

M.M: La musica è molto influenzata dagli aspetti commerciali per questo molti “artisti” cercano di far quadrare i conti impegnandosi in molti campi. Pensi sia positivo o danneggia l’immagine artistica?

Tim Blane: Parte integrante della vita da artista è la difficoltà di trovare un equilibrio tra la propria integrità e la capacità di pagare i conti. Io capisco completamente gli artisti che vengono risucchiati da questi aspetti commerciali, è come una promozione a lavoro, è difficile dire di no al guadagno di una cifra maggiore per fare qualcosa di similare. L’unica speranza, come artista, è che tutto ciò che tu fai risulti il più naturale possibile e che ti porti a guadagnare maggiori soldi, ma non è estremamente facile.

M.M: Durante gli ultimi anni hai lavorato molto, aprendo i concerti di gruppi come The Verve Pipe, Virginia Coalition e The Push Stars. Nel 2005 hai registrato il tuo primo album, prodotto da Chris Keup e Stewart Myers che hanno lavorato con promettenti artisti come Rachel Yamagata e Josh Kelley e con la popolare cantautrice Shawn Colvin. Cosa desideri per il tuo futuro?

Tim Blane: Ho sempre detto che finchè potrò fare musica, invece di essere seduto da qualche parte a fare tutt’altro, sarò felice. Quindi per adesso, spero solo di poter fare la mia musica ovunque e prima di tutto.

M.M:So che nei tuoi concerti live suoni alcune cover come Walkin In Memphis e In Your Eyes. Io le adoro entrambi, pensi che potremmo mai ascoltarle su cd?

Tim Blane: Per adesso preferisco conservarle per i miei live. Credo che le persone che vengono agli show debbano avere sempre qualcosa in più di ciò che potrebbero ascoltare a casa. Quindi per adesso inciderò solo canzoni originali, ma magari in un album live potrebbero essere incluse.

M.M: Grazie per il tuo tempo Tim.

Tim Blane: Thank you.

per maggiori info clikka:

Tim Blane Official Site